
Nei rapporti che durano, l’influenza non si conquista convincendo: si costruisce scambiando.
Due persone di un altro team, una priorità da spostare, un budget da sbloccare, un impegno da ottenere dal vertice. Gran parte del lavoro di un manager consiste nell’ottenere risultati da persone che non dipendono da lui, e che rivedrà il lunedì successivo.
In questi rapporti la persuasione funziona una volta e si consuma quando la si ripete. Il dialogo negoziale invece accumula credito a ogni scambio rispettato. Aiutiamo manager e team a influenzare con un metodo: interessi espliciti, scambi equi, accordi che entrambe le parti difendono. Contattaci per parlarne.
Leadership e influenza in breve
- Per chi: manager e team leader, project manager, responsabili di funzione, key account e chi coordina team trasversali
- Cosa allena: rendere espliciti gli interessi, proporre scambi invece di chiedere favori, ottenere impegni chiari, costruire fiducia con la coerenza
- Percorso consigliato: Advancing Negotiation Skills (A.N.S.) per chi deve ottenere risultati dai colleghi ogni giorno; Negotiation for Leaders per chi guida le trattative decisive e il proprio team negoziale
- Per conoscersi meglio: Profilo comportamentale di negoziazione, per vedere che stile di influenza si usa sotto pressione
- Lingua: italiano o inglese
- Dopo l’aula: consulenza negoziale sulle situazioni in corso e Scotwork Toolbox
Dove serve influenzare senza autorità

Fra colleghi e funzioni
Il progetto ha bisogno di persone, dati o priorità che dipendono da un altro responsabile. Nessuno dei due può dare ordini all’altro, ed entrambi rispondono a obiettivi legittimi. Si ottiene quello che serve solo se anche l’altro ne ricava qualcosa.

Verso il vertice
Un budget da sbloccare, una decisione da far prendere, un rischio da far vedere. Con chi sta sopra di te la gerarchia lavora al contrario: più che convincere, serve presentare una proposta in cui il vertice riconosca il proprio interesse.

Con il proprio team
Anche con i collaboratori l’autorità formale ha un limite: si ottiene obbedienza, non impegno. Chi negozia obiettivi, carichi e riconoscimenti ottiene persone che difendono le decisioni invece di subirle.

Con clienti e partner di lungo periodo
Contratti che si rinnovano, fornitori strategici, partner con cui si lavora da anni. Ogni vittoria ottenuta forzando la mano diventa un debito che prima o poi torna indietro, al rinnovo successivo.
Perché la persuasione si consuma
Persuadere funziona bene una volta, con chi non si rivedrà. Nei rapporti che durano mostra cinque limiti, documentati dalla ricerca.
1. La controparte impara i trucchi. Con l’esposizione ripetuta le persone riconoscono le tecniche di persuasione e ne scontano l’effetto: è il modello della conoscenza della persuasione di Friestad e Wright. Con un cliente che si vede una volta l’argomento brillante funziona; con il collega che si incontra ogni lunedì, alla terza volta pensa “eccolo che ci riprova”.
2. La pressione genera resistenza. Quando una persona sente che qualcuno vuole farle cambiare idea, difende la propria libertà di scelta, anche contro il proprio interesse: è la reattanza psicologica descritta da Brehm. Fra pari, senza gerarchia a fare da cuscinetto, l’effetto è ancora più forte.
3. Chi è stato convinto e ci ha perso se lo ricorda. La persuasione ragiona come una partita secca, mentre un rapporto lungo è un gioco ripetuto, come ha mostrato Axelrod. Convincere l’altro ad accettare meno di quanto gli serviva crea un debito che torna indietro sotto forma di poca collaborazione, ritardi, veti incrociati.
4. Parte da un presupposto sbagliato. Persuadere significa “io ho ragione, tu devi cambiare idea”. Nelle relazioni trasversali spesso nessuno ha torto: il responsabile di produzione che difende il piano e il commerciale che vuole l’ordine urgente rispondono a obiettivi diversi, entrambi legittimi. Non si può convincere qualcuno a rinunciare al proprio obiettivo; si può trattare su come rispettarli entrambi.
5. L’empatia da sola capisce, ma non decide. Una ricerca di Galinsky e colleghi (2008) ha mostrato che in trattativa capire che cosa pensa l’altro e che cosa gli serve produce più accordi che immedesimarsi in ciò che prova. L’empatia pura rischia di scivolare in concessioni a senso unico: chi è sempre comprensivo diventa prevedibile, e ottiene simpatia, non influenza.
Dal “come lo convinco?” al “cosa ci scambiamo?”
Il dialogo negoziale sposta la domanda da “come lo convinco?” a “che cosa ci scambiamo perché funzioni per tutti e due?”. In un rapporto lungo cambiano quattro cose.
- Gli interessi diventano espliciti. Non serve indovinare quale leva toccare: si chiede che cosa serve all’altro e si dice che cosa serve a sé.
- Si scambia, non si concede. “Se mi dai due persone del tuo team a novembre, ti garantisco la priorità sul tuo rilascio di gennaio.” Ognuno ottiene qualcosa e nessuno si sente manipolato.
- L’accordo regge perché l’hanno costruito in due. Chi ha partecipato a costruire una soluzione la difende; chi è stato convinto la subisce.
- La fiducia nasce dalla coerenza. Dopo dieci scambi rispettati, la vostra parola vale qualcosa. Questa è l’influenza vera: non saper convincere, ma essere un interlocutore con cui conviene trattare.
Anche la letteratura manageriale arriva qui: in Influence Without Authority Cohen e Bradford descrivono l’influenza laterale come uno scambio di “valute” (risorse, visibilità, supporto, riconoscimento). È negoziazione, anche se non la chiamano così.
Un esempio: due sviluppatori in prestito
Un project manager ha bisogno di due sviluppatori che dipendono da un altro responsabile. Tre modi di chiederli.
Approccio persuasivo
“Il progetto è strategico, l’amministratore delegato ci tiene, è nell’interesse di tutti.” Funziona una volta. La seconda volta l’altro ha la risposta pronta, la terza ti evita.
Approccio empatico
“Capisco benissimo che siete sotto pressione, magari ne riparliamo.” Il rapporto resta buono, ma il progetto slitta.
Approccio negoziale
“Che cosa ti serve per poterli liberare per tre settimane? Se ti aiuto a spostare la scadenza del tuo report con il CFO, possiamo partire dal 10?” L’altro ottiene qualcosa, tu ottieni le persone e il rapporto ne esce rafforzato.
La persuasione ti fa vincere una conversazione. La negoziazione ti fa vincere il rapporto.
Lavoriamo con voi per:
Allenare il metodo
Preparare le richieste come trattative: che cosa mi serve, che cosa serve all’altro, che cosa posso offrire in cambio. Con casi ed esercitazioni sulle situazioni in cui le vostre persone devono ottenere risultati senza autorità.
Conoscere il proprio stile
C’è chi spinge, chi accontenta, chi rimanda. Il Profilo comportamentale di negoziazione mostra come ciascuno cerca di influenzare sotto pressione, così si può scegliere invece di ripetere.
Gestire le situazioni aperte
Quando una trattativa interna o con un partner strategico è particolarmente delicata, vi affianchiamo nella preparazione e nella conduzione. Scoprite il nostro supporto alla negoziazione.
Il percorso per manager e team
Il catalogo completo è nella pagina dei corsi di negoziazione.
- Misurare il punto di partenza. L’Assessment sulle capacità di negoziazione mostra dove il team perde valore; il Profilo comportamentale di negoziazione fa lo stesso per ogni persona.
- Il corso centrale. Advancing Negotiation Skills (A.N.S.): tre giornate, con l’80% di pratica, per preparare e condurre ogni trattativa, anche quelle con i colleghi.
- Per chi guida. Negotiation for Leaders: strategia, accordi complessi con più parti e guida del team negoziale. Il requisito è Advancing Negotiation Skills.
- Per chi allena gli altri. Coaching Negotiation Skills (C.N.S.), per i manager che vogliono osservare, valutare e allenare i propri negoziatori.
- Mentre la situazione è aperta. La consulenza negoziale e lo Scotwork Toolbox per ripassare e preparare.
Per approfondire, l’articolo Negoziazione, influenza, persuasione: tre chiavi manageriali. Se l’influenza serve a far passare una riorganizzazione, leggete la pagina sulla gestione del cambiamento; se il rapporto è già diventato un conflitto, quella sulla gestione dei conflitti.
VALUTA LE COMPETENZE DEL TEAM
Scoprite quanto possono migliorare i vostri negoziatori
Vi siete mai chiesti quanto sia efficace il vostro team o la vostra organizzazione nella negoziazione? Sono al di sopra o al di sotto delle migliori pratiche comprovate? Dove perdono valore o rischiano relazioni preziose? Quali sono le loro priorità: cosa bisogna sistemare per primo?
Il nostro assessment online sulle capacità di negoziazione vi indica come massimizzare immediatamente e costantemente le prestazioni dei negoziatori.
STILE COMPORTAMENTALE
Sbloccate il vostro pieno potenziale negoziale
Qual è il tuo stile naturale di negoziazione? Questo stile influenza il modo in cui negoziamo, rendendo alcuni aspetti naturali e altri più impegnativi.
Il nostro modello di profilazione evidenzia il tuo approccio preferito per consentirti di adattarti e diventare un negoziatore più versatile.
Domande frequenti su leadership e influenza
Che cosa c’entra la negoziazione con la leadership?
Gran parte della leadership consiste nell’ottenere risultati da persone che non dipendono da te o che non puoi semplicemente comandare: colleghi, vertice, partner, spesso anche il tuo team. Ognuna di queste richieste è una trattativa. Chi sa negoziare ottiene impegno, non solo obbedienza.
Che differenza c’è fra persuadere e negoziare?
Persuadere significa far cambiare idea all’altro; negoziare significa costruire con lui un accordo che funzioni per entrambi. La persuasione può vincere una conversazione, ma nei rapporti che durano si consuma. Lo scambio negoziale, se rispettato, accumula fiducia.
Come si influenza qualcuno senza avere autorità?
Rendendo espliciti gli interessi di entrambi e proponendo uno scambio: che cosa serve all’altro, che cosa serve a te, che cosa puoi offrire in cambio di ciò che chiedi. È la logica che Cohen e Bradford chiamano influenza senza autorità.
Esiste un corso su leadership e influenza?
Sì: influenzare nei rapporti che durano è negoziare. Advancing Negotiation Skills (A.N.S.) allena a ottenere risultati con lo scambio invece che con la pressione; per chi guida le trattative decisive e il proprio team il passo successivo è Negotiation for Leaders.
L’empatia non basta?
L’empatia aiuta a capire l’altra parte, ma da sola non decide. Senza proposte e scambi chiari rischia di trasformarsi in concessioni a senso unico, che alla lunga rendono prevedibili.
Come si misura il ritorno della formazione?
Con la Rilevazione del ROI a 90 giorni: un questionario che i partecipanti compilano tre mesi dopo il corso. Secondo le loro risposte, il corso rende in media 16,08 volte il proprio costo entro tre mesi.