Nei rapporti che durano, l’influenza non si conquista convincendo: si costruisce scambiando.

Dove serve influenzare senza autorità

Due responsabili di reparti diversi confrontano due piani di progetto su un tavolo alto

Fra colleghi e funzioni

Il progetto ha bisogno di persone, dati o priorità che dipendono da un altro responsabile. Nessuno dei due può dare ordini all’altro, ed entrambi rispondono a obiettivi legittimi. Si ottiene quello che serve solo se anche l’altro ne ricava qualcosa.

Una manager presenta una proposta di una pagina a un dirigente in un ufficio vetrato

Verso il vertice

Un budget da sbloccare, una decisione da far prendere, un rischio da far vedere. Con chi sta sopra di te la gerarchia lavora al contrario: più che convincere, serve presentare una proposta in cui il vertice riconosca il proprio interesse.

Una team leader ascolta tre collaboratori seduti attorno a un tavolino

Con il proprio team

Anche con i collaboratori l’autorità formale ha un limite: si ottiene obbedienza, non impegno. Chi negozia obiettivi, carichi e riconoscimenti ottiene persone che difendono le decisioni invece di subirle.

Due partner d'affari rivedono insieme dei documenti a un tavolo rotondo

Con clienti e partner di lungo periodo

Contratti che si rinnovano, fornitori strategici, partner con cui si lavora da anni. Ogni vittoria ottenuta forzando la mano diventa un debito che prima o poi torna indietro, al rinnovo successivo.

Contattaci ›

Perché la persuasione si consuma

Persuadere funziona bene una volta, con chi non si rivedrà. Nei rapporti che durano mostra cinque limiti, documentati dalla ricerca.

1. La controparte impara i trucchi. Con l’esposizione ripetuta le persone riconoscono le tecniche di persuasione e ne scontano l’effetto: è il modello della conoscenza della persuasione di Friestad e Wright. Con un cliente che si vede una volta l’argomento brillante funziona; con il collega che si incontra ogni lunedì, alla terza volta pensa “eccolo che ci riprova”.

2. La pressione genera resistenza. Quando una persona sente che qualcuno vuole farle cambiare idea, difende la propria libertà di scelta, anche contro il proprio interesse: è la reattanza psicologica descritta da Brehm. Fra pari, senza gerarchia a fare da cuscinetto, l’effetto è ancora più forte.

3. Chi è stato convinto e ci ha perso se lo ricorda. La persuasione ragiona come una partita secca, mentre un rapporto lungo è un gioco ripetuto, come ha mostrato Axelrod. Convincere l’altro ad accettare meno di quanto gli serviva crea un debito che torna indietro sotto forma di poca collaborazione, ritardi, veti incrociati.

4. Parte da un presupposto sbagliato. Persuadere significa “io ho ragione, tu devi cambiare idea”. Nelle relazioni trasversali spesso nessuno ha torto: il responsabile di produzione che difende il piano e il commerciale che vuole l’ordine urgente rispondono a obiettivi diversi, entrambi legittimi. Non si può convincere qualcuno a rinunciare al proprio obiettivo; si può trattare su come rispettarli entrambi.

5. L’empatia da sola capisce, ma non decide. Una ricerca di Galinsky e colleghi (2008) ha mostrato che in trattativa capire che cosa pensa l’altro e che cosa gli serve produce più accordi che immedesimarsi in ciò che prova. L’empatia pura rischia di scivolare in concessioni a senso unico: chi è sempre comprensivo diventa prevedibile, e ottiene simpatia, non influenza.

Dal “come lo convinco?” al “cosa ci scambiamo?”

Il dialogo negoziale sposta la domanda da “come lo convinco?” a “che cosa ci scambiamo perché funzioni per tutti e due?”. In un rapporto lungo cambiano quattro cose.

  • Gli interessi diventano espliciti. Non serve indovinare quale leva toccare: si chiede che cosa serve all’altro e si dice che cosa serve a sé.
  • Si scambia, non si concede. “Se mi dai due persone del tuo team a novembre, ti garantisco la priorità sul tuo rilascio di gennaio.” Ognuno ottiene qualcosa e nessuno si sente manipolato.
  • L’accordo regge perché l’hanno costruito in due. Chi ha partecipato a costruire una soluzione la difende; chi è stato convinto la subisce.
  • La fiducia nasce dalla coerenza. Dopo dieci scambi rispettati, la vostra parola vale qualcosa. Questa è l’influenza vera: non saper convincere, ma essere un interlocutore con cui conviene trattare.

Anche la letteratura manageriale arriva qui: in Influence Without Authority Cohen e Bradford descrivono l’influenza laterale come uno scambio di “valute” (risorse, visibilità, supporto, riconoscimento). È negoziazione, anche se non la chiamano così.

Un esempio: due sviluppatori in prestito

Un project manager ha bisogno di due sviluppatori che dipendono da un altro responsabile. Tre modi di chiederli.

Approccio persuasivo

“Il progetto è strategico, l’amministratore delegato ci tiene, è nell’interesse di tutti.” Funziona una volta. La seconda volta l’altro ha la risposta pronta, la terza ti evita.

Approccio empatico

“Capisco benissimo che siete sotto pressione, magari ne riparliamo.” Il rapporto resta buono, ma il progetto slitta.

Approccio negoziale

“Che cosa ti serve per poterli liberare per tre settimane? Se ti aiuto a spostare la scadenza del tuo report con il CFO, possiamo partire dal 10?” L’altro ottiene qualcosa, tu ottieni le persone e il rapporto ne esce rafforzato.

La persuasione ti fa vincere una conversazione. La negoziazione ti fa vincere il rapporto.

Parliamo del vostro team ›

Lavoriamo con voi per:

Allenare il metodo

Preparare le richieste come trattative: che cosa mi serve, che cosa serve all’altro, che cosa posso offrire in cambio. Con casi ed esercitazioni sulle situazioni in cui le vostre persone devono ottenere risultati senza autorità.

Conoscere il proprio stile

C’è chi spinge, chi accontenta, chi rimanda. Il Profilo comportamentale di negoziazione mostra come ciascuno cerca di influenzare sotto pressione, così si può scegliere invece di ripetere.

Gestire le situazioni aperte

Quando una trattativa interna o con un partner strategico è particolarmente delicata, vi affianchiamo nella preparazione e nella conduzione. Scoprite il nostro supporto alla negoziazione.

Il percorso per manager e team

Il catalogo completo è nella pagina dei corsi di negoziazione.

Per approfondire, l’articolo Negoziazione, influenza, persuasione: tre chiavi manageriali. Se l’influenza serve a far passare una riorganizzazione, leggete la pagina sulla gestione del cambiamento; se il rapporto è già diventato un conflitto, quella sulla gestione dei conflitti.

Domande frequenti su leadership e influenza

Che cosa c’entra la negoziazione con la leadership?

Gran parte della leadership consiste nell’ottenere risultati da persone che non dipendono da te o che non puoi semplicemente comandare: colleghi, vertice, partner, spesso anche il tuo team. Ognuna di queste richieste è una trattativa. Chi sa negoziare ottiene impegno, non solo obbedienza.

Che differenza c’è fra persuadere e negoziare?

Persuadere significa far cambiare idea all’altro; negoziare significa costruire con lui un accordo che funzioni per entrambi. La persuasione può vincere una conversazione, ma nei rapporti che durano si consuma. Lo scambio negoziale, se rispettato, accumula fiducia.

Come si influenza qualcuno senza avere autorità?

Rendendo espliciti gli interessi di entrambi e proponendo uno scambio: che cosa serve all’altro, che cosa serve a te, che cosa puoi offrire in cambio di ciò che chiedi. È la logica che Cohen e Bradford chiamano influenza senza autorità.

Esiste un corso su leadership e influenza?

Sì: influenzare nei rapporti che durano è negoziare. Advancing Negotiation Skills (A.N.S.) allena a ottenere risultati con lo scambio invece che con la pressione; per chi guida le trattative decisive e il proprio team il passo successivo è Negotiation for Leaders.

L’empatia non basta?

L’empatia aiuta a capire l’altra parte, ma da sola non decide. Senza proposte e scambi chiari rischia di trasformarsi in concessioni a senso unico, che alla lunga rendono prevedibili.

Come si misura il ritorno della formazione?

Con la Rilevazione del ROI a 90 giorni: un questionario che i partecipanti compilano tre mesi dopo il corso. Secondo le loro risposte, il corso rende in media 16,08 volte il proprio costo entro tre mesi.

Logo Scotwork
Panoramica sulla privacy

Questo sito web utilizza i cookie per offrirti la migliore esperienza utente possibile. Le informazioni dei cookie vengono memorizzate nel tuo browser e svolgono funzioni come riconoscerti quando torni sul nostro sito web e aiutare il nostro team a capire quali sezioni del sito trovi più interessanti e utili.